STORIA VERA DI UN NOSTRO PAZIENTE

Il mio percorso è iniziato circa 25 anni fa, quando ho eseguito una visita specialista con l’Otorino e mi fu diagnosticata una ipoacusia neurosensoriale bilaterale di media entità.
Essendo in un’età non associabile ad una condizione fisiologica di decadimento della capacità uditiva, iniziai ad approfondire eseguendo più visite perché non mi capacitavo della cosa.
Purtroppo il mio problema uditivo è stato confermato da diversi specialisti e quindi mi sono trovata costretta a prendere un decisione che non avrei mai pensato fino a quel momento; avrei dovuto applicare degli apparecchi acustici.
C’è da considerare che 25 anni fa, le protesi acustiche erano esteticamente e funzionalmente poco piacevoli, e data la mia tenera eta’, non riuscivo minimamente ad accettare l’idea di doverle indossare.
Sotto la spinta della mia famiglia, dello specialista che tutt’ora ringrazio, e della voglia di tornare a comunicare, presi la decisione di aiutarmi con l’ausilio degli apparecchi acustici.
Non vi nascondo che non è stata una passeggiata perché all’inizio il mio adattamento è stato tortuoso anche perché non accettavo la cosa.
Posso dirvi che una volta superata la prima fase, cioè quella di accettazione; forse perché ho subito creato un buon rapporto con il mio audioprotesista, mi sono abituata e tutto mi sembrava più “normale”.
Con il passar del tempo, purtroppo il professionista che mi seguiva è andato in pensione e quindi mi sono di nuovo ritrovata nel limbo.
Anche se avessi le protesi acustiche con me, mancava il mio riferimento; cioè l’audioprotesista con il quale periodicamente avrei dovuto eseguire i controlli e soprattutto con il quale avrei continuato l’adattamento;
si perché una volta applicate le protesi acustiche l’adattamento continua per tutta la vita; in quanto quello che ti sembrava di sentire non normale, diventa con il passar del tempo una condizione naturale e il cervello vuole sempre di più.
In uno stato di “agitazione” ho subito cercato di allacciare un nuovo rapporto con un giovane audioprotesista. Devo dire che ero un po’ scettica nel raccontare nuovamente la mia lunga storia ad un altro professionista; ma dopo qualche incontro ho subito instaurato un bel rapporto e ho capito che potessi affidarmi a lui.
Racconto questo per evidenziare quanto è importante non solo scegliere il giusto apparecchio acustico, ma soprattutto quanto è indispensabile avere una figura di riferimento, quale l’audioprotesista, che ti segua passo dopo passo per la riabilitazione uditiva.
Oggi a distanza di 12 anni, posso affermare che l’audioprotesista che mi segue, qui presente, è sempre in continuo aggiornamento affinchè possa migliorare e correggere sempre al meglio la mia condizione uditiva;
Posso affermare che un apparecchio acustico senza un percorso sanitario non ha alcuna valenza. Occorre sempre affidarsi ad un medico e ad un bravo audioprotesista per personalizzare il proprio percorso riabilitativo.
La mia presenza qui, oggi, non è solo quella di divulgare una storia, ma di essere un esempio concreto di incoraggiamento a tutte quelle persone che per paura, vergogna o semplicemente per disinformazione, non ricorrono all’utilizzo degli apparecchi acustici.

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